Il cielo, le stelle e la luna
“Vado a letto verso mezzanotte, mi alzo alle 5.30. Ho un mio preparatore Italo-Israeliano che insegna ai soldati a combattere nei kibbutz. Faccio questo protocollo simil militare da 8 anni.”
Seguo un consulente su Instagram — tra l’altro mi sembra anche molto preparato — che in un’intervista ha risposto così.
C’era un periodo della mia vita durante il quale mettevo la sveglia alle 5.27. A volte anche alle 4.13. Una volta alle 3.21. Questo per periodi abbastanza lunghi. Il che mi portava inevitabilmente a stancarmi e stressarmi.
Non sono mai stato un amante della disciplina. Mi annoiava e mi annoia molto. E poi sono sempre stato scostante, discontinuo, mi annoiavo e mi annoio, mi distraggo subito, anche quando parliamo nelle riunioni di lavoro con colleghi e/o clienti. La mia socia Gaia credo non abbia difficoltà a confermare ciò.
Non sono mai riuscito ad immergermi in una vasca ghiacciata. A fare yoga, meditazione, pregare. Non sono mai riuscito a farlo ad orari stabiliti. Prestabiliti.
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Ho sempre creduto che ci volesse un po’ di sentimento a fare le cose. Non trovando un lavoro che mi facesse sentire a mio agio ho deciso di crearne uno a mia immagine e somiglianza, che ogni giorno faticosamente continuiamo a scolpire un po’.
Un lavoro ed una vita che non prevede nessun protocollo simil militare. In realtà è fatto di concentrazione e focalizzazione, il che significa che tutto quello che non serve e non è necessario non deve intralciare minimamente quello che devo fare in un preciso momento.
Sono fallibile. Annoiabile. Stancabile, così 10 anni fa pensai che sarebbe stata una sfida impossibile rincorrere tutte quelle attività che richiedevano costanza, infallibilità. Ovvero tutte quelle attività che oggi sono o saranno presto sostituite da dall’intelligenza artificiale, da un algoritmo e da un computer.
Non amando né le sfide, né le competizioni, ho sempre deciso di concentrarmi sulla vita, sulle relazioni, su quello che c’era al di fuori dello studio, ed è là fuori che ho sempre trovato e che trovo la maggior parte delle soluzioni che ci servono per il nostro lavoro: creatività, curiosità, persone, sogni, emozioni.
Io non so se sia giusto o meno disertare una sveglia mattutina alle 5.30. O un bagno in una vasca piena di ghiaccio. O qualsiasi altro protocollo. So solo che i protocolli li seguono gli algoritmi e gli algoritmi sono migliori di noi.
Noi siamo quelli che sogniamo lo spazio, le stelle e la luna e creiamo poi degli algoritmi per portarci lontano.
Cercare di comprendere la differenza penso sia un bel passo avanti.







