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Filippo Giustini

Filippo Giustini

Design strategist, statistico mancato e apprendista contadino. In Marketing Toys creo strategie che intrecciano impatto, bellezza, futuro, comunità e visione.

Miopia globale diffusa

3 min readJun 14, 2024

L’altro giorno ero in auto e davanti a me c’era un trattore che rallentava il traffico. Anche nell’altra corsia c’era un trattore e i campi, in questo periodo, iniziano ad essere movimentati dalle tante lavorazioni. Nella nostra azienda agricola Marchisoro Farm, abbiamo già fatto un taglio di erba medica: 126 presse in circa 14 ettari.

L’erba medica rappresenta l’elemento chiave dell’alimentazione dei bovini, delle pecore, delle capre e non solo.

Dall’allevamento, dalla carne e dal latte dipende parte della nostra sussistenza, ed in ogni caso, senza una forma regolare di nutrienti nella nostra alimentazione, la nostra esistenza è seriamente compromessa. Magari poi moriamo con un iPhone 15 in tasca, ma difficilmente l’uomo potrà nutrirsi e sopravvivere mangiando silicio.

Io adoro la tecnologia e i dispositivi elettronici in qualsiasi forma. Anche un frullatore o un tostapane attirano la mia attenzione. Da piccolo leggevo sempre con curiosità ed attenzione i manuali d’istruzione quando qualche nuovo elettrodomestico entrava in casa.

Per tante cose siamo opportunisti, nella vita, nel lavoro, nei rapporti con gli altri. Ma stranamente — fosse solo per opportunismo appunto — non riusciamo a investire tempo ed energie nel conservare la specie umana.

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E spesso mi chiedo perché. Mi chiedevo da piccolo perché quei manuali d’istruzioni fossero incomprensibili, quando magari l’elettrodomestico era così semplice da utilizzare. Mi chiedo oggi perché concentriamo il nostro tempo, denaro e risorse su aspetti secondari per la conservazione della specie.

Certo, un iPhone nutre il nostro ego, ma io parlo di campi, agricoltura, allevamento. Quelle cose che nutrono — davvero — le persone. E non ho nessun tipo di pregiudizio su tecniche innovative di coltivazione o allevamento, anche perché se davvero la popolazione stimata nel 2050 è di 9,7 miliardi di persone (e 10,4 miliardi nel 2100), dovremmo pur pensare a come ottimizzare risorse, tecniche e terreni per nutrire una mole così importante di persone.

Però no, noi facciamo macchine fighe, telefoni fighi, lavori fighi e quasi storciamo il naso quando qualcuno si dedica all’agricoltura, decide di vivere (e lavorare) in piena campagna e aprire un’azienda agricola.

Ho diversi amici che lavorano in aziende agricole qua in Mugello. Alcune di queste aziende contribuiscono in maniera importante all’economia locale e alla sussistenza di molte persone. Parlo di sussistenza alimentare. E l’Italia, fatta di mille piccole realtà agricole, contribuisce a sua volta a nutrire una grossa fetta della popolazione.

Ora, tornando a quando ero in coda dietro il trattore, il dubbio che mi veniva era il seguente: ma perché siamo concentrati ad alimentare industrie ed economie che stanno compromettendo la principale economia — quella agroalimentare? Con tutte le problematiche che anche nei mesi scorsi abbiamo visto. Perché non investiamo veramente non solo nella sanità, ma nella salute delle persone, che significa anche portare nelle loro tavole prodotti alimentari di qualità? Qualità significa accessibili, non dannosi per l’ambiente e per le persone che li mangiano.

Investiamo nell’innovazione di settori sicuramente importanti, ma secondariamente nel settore alimentare-agricolo che ci consente di avere la forza di poter lavorare e vivere meglio.

Io credo si tratti di una miopia se non cecità globale diffusa e che serva veramente cooperazione, determinazione e visione per tracciare in modo significativo delle nuove rotte.

Un viaggio lungo, secondo me anche molto doloroso, fatto più di rinunce che di aggiunte. Ma sicuramente bellissimo.

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Written by Filippo Giustini

Design strategist, statistico mancato e apprendista contadino. In Marketing Toys creo strategie che intrecciano impatto, bellezza, futuro, comunità e visione.