CAPITOLO 3
Gli orsetti e la grazia del paradosso: quando il nemico si fa messaggero
Ti sei confrontato un po’ con il tuo mondo interiore?
Hai scoperto se quando fai la spesa ti guidano l’amore o la paura? E quando guidi? E quando lavori?
Sai, non è sempre così semplice distinguere le due guide. A me è stata concessa la grazia (un’altra forma di grazia) degli orsetti che si sono fatti messaggeri chiarissimi. Senza di loro avrei ancora oggi difficoltà. E a volte ce l’ho nonostante la loro grandiosa collaborazione.
Ma proseguiamo.
Cosa accadde quel giorno, quel 10 settembre 2012 nella stanza dell’ospedale dove mio figlio se ne stava attaccato ad una flebo e io e il padre ad un filo un po’ diverso?
Il miracolo di cui ti dicevo sopra: ad un certo punto entra questo signore in camice bianco e sorridente — e sai cosa sventola in aria con tono dimostrativo?
Il miracolo!
Ostenta una bustina di caramelle gommose a forma di orsetto. Le esibisce con orgoglio e convinzione.
Sì, sì, hai capito bene: sventaglia il mio nemico giurato numero uno.
E sai con quale frase lo accompagna e fregia?
Udite, udite: „Aldo! (nome di mio figlio), questi orsetti d’ora in poi li devi avere sempre con te. Quando ti senti un po’ strano, te ne mangi una o due bustine, ok?“
E poi non so se il dottore-bianco-vestito l’ha detto a noi, o una parte del mio cervello l’ha detto a me: „gli orsetti gommosi di gelatina adesso sono il salva-vita di tuo figlio“.
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E tu come ti saresti sentito al posto mio?
Ti domandi chi ha spifferato al medico delle mie battaglie con gli orsi, no?
O tu non te lo saresti domandato?
Ma il fatto è che quel giorno non c’eri tu lì, c’ero io. E io li ho visti, per la prima volta come se fossero in carne ed ossa. Ma non lo ho visti con i miei occhi, ma con tutto il resto di me.
Ma chi?
E chi, se non loro? Gli informatori celesti per eccellenza, gli angeli. Io li chiamo così. O li considero così. Ma tu puoi credere all’inconscio. O agli extraterrestri.
O dici che è un caso? Un caso che quello che tu credevi il nemico numero uno di tuo figlio, all’improvviso diventi il suo salva-vita?
(„Il caso è il sinonimo che usano gli atei per definire Dio“ — cit.)
Come se non bastasse, ecco che arriva anche Lui a complicare le cose: Dio!)
O non ho reso bene l’idea della mia battaglia agli orsi.
O non ho descritto bene l’entrata trionfale di questo diabetologo nella stanza di quell’ospedale — e degli orsetti nella mia vita.
Il sottolio angelico è: „Tu fai la guerra agli orsetti? E noi te li buttiamo in casa finché non fate pace“.
Io ´sti assistenti celesti chiamati angeli li conoscono bene, mica no. Non è mica la prima volta che si mettono in mezzo, che capovolgono le cose e mi rendono la vita impossibile, che creano condizioni e lanciano messaggi che interpretare: ma questo è stato proprio plateale: questa volta ci hanno messo un titolo grande alla faccenda.
E meno male.





