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La Redazione di Sconfinare

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Sconfinare è il periodico creato dagli Studenti di Scienze Internazionali e Diplomatiche dell’Università degli Studi di Trieste — Polo di Gorizia.

Rector in fabula

6 min readApr 15, 2019

Analisi personale dell’incontro tra il Rettore Peroni e gli studenti del Polo Goriziano

di Edoardo Buonerba, 22.03.2008

Premessa: questo articolo cercherà di essere il più esaustivo possibile sui temi trattati durante l’incontro tra Rettore e studenti, protrattosi per 2 ore e mezza, nonché vuole essere un’analisi personale sulle prospettive di azione studentesca e sulle iniziative concordate dagli studenti durante la riunione protrattasi dopo l’incontro. Vista la lunghezza dell’intervento, il giornale Sconfinare ha dovuto rinviare la propria intervista al Rettore ad una prossima pubblicazione.

Come ben dovrebbe sapere chi si ritrova a studiare filosofia della politica, un’ideologia non è originale tanto per il suo essere in sé, quanto perchè trova la propria originalità appoggiandosi su delle basi fertili offerte da un determinato tempo storico, che ne possano essere trampolino di lancio. E’ ciò che è avvenuto in questi giorni a Gorizia ed è impossibile non soffermarsi anche solo brevemente sulle premesse fondanti di tali eventi, il cui combaciare ha risollevato molte questioni sopite ormai da troppo tempo.

Innanzitutto, un problema di rappresentatività degli studenti goriziani. Da quando sono entrato in questa facoltà, nonostante l’esistenza di vari basi associative, le elezioni dei rappresentanti presso il Consiglio di Facoltà sono quasi sempre state legate a singoli nomi, che naturalmente, nonostante la buona volontà dei pochi, hanno rappresentato ben poco e hanno influito ben poco in una serie di avvenimenti accademici che hanno drasticamente cambiato la nostra realtà universitaria (cambio di Direttore del Corso, taglio dei fondi di Finanziaria in Finanziaria, riordino del corso di studi). Ahimè, la voce studentesca era nella media inutile. Storicamente immersi nei libri, dediti a mille interessi esterni alle attività universitarie, gli studenti non si sono mai sentiti di lottare contro un’amministrazione pubblica, che non si smentisce, nonostante i meriti, dai soliti preconcetti, dalle solite pecche “funzionarie”.

Nonostante ciò, le nuove elezioni hanno mobilitato la volontà di studenti ormai prossimi all’uscita dal tunnel goriziano nel riprendere in mano un’idea associazionistica che condivido e di cui si parlerà più avanti. Studenti in Movimento ha cercato con molto merito di smuovere la situazione, ma nonostante i nobili intenti è carente probabilmente di persone valide da presentare quali rappresentanti (e non me ne vogliano coloro che…) così come non sono riusciti ad abbonirsi un elettorato di idee, piuttosto che un elettorato di emozioni. Ne è la prova il risultato, inconcludente purtroppo, di non riuscire a riunire gli studenti in assemblea per ben 5 volte! La presentazione delle candidature sembrava la lotta tra il clan dei Riina e una piccola Berlusconi “fazo tutto mi”: perchè nonostante la volontà di candidarsi individualmente, cosa assolutamente rispettabile e non criticabile da chi non fa altrimenti, la Moscolin risulterà a malincuore poco credibile senza una base alle spalle con la quale lavorare.

Oltre a questa situazione interna, si è venuta a verificare la cosiddetta goccia che fa traboccare il vaso, c’est-à-dire la proclamazione di dottore in Scienze Internazionali e Diplomatiche di Bartolomeo I, svoltasi a Trieste e non nella sede naturale del Corso. Per l’ennesima volta, la beffa sembrava ben architettata per tagliare fuori la nostra sede e fungere da ignari servitori della lobby greca di Trieste, senza alzare polveroni sull’eventuale messa in discussione della proclamazione per motivi di laicità. Qui non sono messi in discussione tali motivi, qui è messa in discussione la comunicazione e la considerazione che Trieste ha di uno dei suoi figliuoli friulani. In periodo di esami, l’azione più rivendicativa e di protesta di noi studenti è stata portata avanti dagli stessi Studenti in Movimento, che hanno deciso di presenziare alla laurea in maniera “sobria ed elegante”: ci si domanda fino a quanto questo possa passare per azione di contestazione… nonostante questo, gli studenti che hanno presenziato alla proclamazione erano lì indipendentemente da qualsiasi base di rappresentatività e a posteriori qualsiasi rimessa in discussione del fatto pare sterile. Bisogna comunque riconoscere che grazie a questi studenti e al casus foederis, il Rettore si è concesso e, con comunicazione passata con ben 24 ore di anticipo, è venuto a Gorizia ad ascoltare la voce di un’Aula Magna piena di studenti.

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Logicamente, essendo stati disertati finora i luoghi fisici in cui esprimere i propri dubbi, le proprie perplessità, le proprie critiche, mancando da troppo tempo un’Associazione che si faccia auditrice, prima ancora di portavoce, una tale occasione è stata la rinascita dei sentimenti, anche se irrazionali o troppo privi di esperienza che essi siano. Questo è stato il grande pregio della Riunione: gli studenti, dal primo all’ultimo, avevano qualcosa da dire, da aggiungere, erano una voce che si voleva far sentire nel coro e con il coro voler costruire in reazione a tutti quegli atti unilaterali che ci hanno visto oggetti, prima ancora che soggetti. Il Rettore stesso è rimasto affascinato dalla nostra volontà di impegnarci in prima persona su questioni che riguardano noi e, in una sorta di etica della responsabilità, coloro che erano prima e che verranno dopo di noi. Inutile a posteriori criticare l’irrazionalità di certi interventi: tale irrazionalità deve essere ora incanalata in qualcosa di concreto e di più formale perchè venga accettata dalla controparte. E non è un’idea mia: è ciò che lo stesso Gabassi ha riconosciuto il giorno dopo a lezione. E’ stata l’espressione di una potenzialità che va trasformata in fatti.

Si è parlato abbondantemente di Bartolomeo I: non si nega a chi è stato il fautore dell’incontro che tale argomento è importante; perderci però un’ora di discussione a cose fatte non può che creare una ridondanza che non so chi possa beneficiare. Forse, una volta utilizzato il casus per cominciare la battaglia, sarà opportuno spostare le energie su argomenti la cui risposta non sarà sempre: “ormai…”.

Ma si è parlato ancora di più di aspetti logistici interni del Polo Goriziano. E’ vero: i panni sporchi si lavano a casa propria. Ma da qui a voler far passare messaggi al Rettore, così come è stato fatto dal prof. Gabassi, continuare a dire che tutto va bene, tutto splende, accademicamente e informaticamente parlando, è una presa in giro di cui il corpo studentesco goriziano ha un po’ le scatole piene! il primo giorno, la prima lezione, ci venne detto che “noi saremo la classe dirigenziale”: io per prima cosa mi sono dato una grattatina… perchè speravo e spero che tutta la nostra eccellenza non riponga solo in noi stessi. Tale unica eccellenza si può trovare anche in un altro posto, eventualmente, che non nella (sconfinata?) Gorizia. Piuttosto che continuare allora in tali laudatio, con le quali il Rettore tornerebbe bello contento nella sua Trieste, convinto di quanta magnificenza si respiri al confine isontino, bisognerebbe essere un po’ più modesti, adagiarsi un po’ meno sugli allori e lavorare nella direzione del miglioramento. Dire che tutto va bene, è essere contenti di abitare in una casa di lusso, ma che scricchiola un po’ troppo.

La grande lezione è allora meravigliarsi in positivo di ciò che è uscito dalla voce degli studenti durante la Riunione e creare le basi perchè si crei un’Associazione degli studenti, necessaria ora più che mai. Essa esiste già, almeno formalmente, e si esprime attraverso la voce di questo giornale, ma avrà una sua più grande legittimazione se l’impegno dimostrato da tanti nella riunione scorsa si trasformerà in qualcosa di concreto nella riunione a venire, fissata il 12 marzo alle 12h. Gli stessi candidati alla rappresentanza dovranno ora saper trovare una base di consenso di modo che la loro azione sia responsabilizzata dalla collettività degli studenti, che con ciò non smetteranno di presenziare alle riunioni, bensì rinforzeranno l’idea della cooperazione. Il giornale, i nuovi rappresentanti, chiunque essi siano, la riunione, l’associazione sono dei piccoli passi per poter approfittare di questo treno, ovvero dell’interesse che per una volta le istituzioni ci rivolgono, e per poter un domani affrontare questioni vitali del nostro polo, quali tra le altre: l’assenza di studenti Erasmus a Gorizia, l’assenza di una mensa, l’istituzionalizzazione di certe opportunità quali lo sono i tirocini.

Il nostro Polo d’eccellenza sarà ancor di più d’eccellenza se avrà nella sua struttura e nella sua organizzazione una parte di noi, una voce di noi. Il Rettore ci ha lasciato dopo due ore e mezza con la promessa di incontrarci nuovamente e di avere più attenzione alle tematiche goriziane. Dei piccoli passi sono stati fatti.

Edoardo Buonerba — waitingdodot@yahoo.it ; sconfinare@gmail.com

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Originally published at www.sconfinare.net.

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