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Valter Psicofelicità

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Mi occupo di crescita personale da 40 anni. Nel mio blog parlo di migliorare se stessi, la propria vita e le relazioni, per vivere meglio ed essere più felici.

Maschio selvaggio vs uomo civilizzato: quale attrae le donne?

3 min readMay 4, 2017

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Tra le domande più frequenti nella mente degli uomini ci sono: “Che cosa attrae le donne? Che cosa piace loro? Che tipo di uomo vogliono le donne?”. Purtroppo non sempre queste domande trovano risposte chiare, ed anzi spesso le donne stesse danno indicazioni confuse o persino fuorvianti — magari perché anche loro faticano a capire cosa vogliono (dando per scontato che questo tipo di risposte possono essere soltanto generiche, poi ogni individuo è fatto a modo suo ed ha gusti personali).
A volte queste risposte sono errate perché si esita a dire una verità scomoda, o imbarazzante, o politicamente scorretta; questo è uno dei motivi per cui le donne dicono di apprezzare gli uomini gentili, dolci e disponibili, ma raramente confessano di essere attratte eroticamente dai maschi forti e dominanti (una contraddizione che confonde moltissimi uomini). In questo post spiego la differenza tra i due tipi di uomini, e perché i secondi suscitano molta più attrazione nel sesso opposto.

Perché alle donne piacciono i “cattivi ragazzi”

Come ho spiegato ampiamente nell’articolo “Maschi attraenti e non: Alfa, Beta e bravi ragazzi”, le donne sono istintivamente attratte dai cosiddetti “maschi Alfa”: sicuri di sé, dominanti, aggressivi e mascolini. Questo perché, per milioni di anni, le femmine dei mammiferi sociali (inclusi i progenitori dell’essere umano) hanno teso a preferire il maschio dominante, il capobranco, perché offriva le migliori possibilità in termini di motivazioni evoluzionistiche. Questo preferenza istintiva è ancora presente nelle femmine umane.

Le donne sono istintivamente
attratte dai cosiddetti ‘maschi Alfa’:
sicuri di sé, dominanti, aggressivi e mascolini

Le regole della civiltà

Nel frattempo, però, abbiamo sviluppato la civiltà, e con essa tutta una serie di regole e codici di comportamento. Queste regole tendono a reprimere la nostra natura istintiva:

  • Ci dicono che non dobbiamo: insultare, aggredire, rubare, invadere, sopraffare, alzare la voce, disturbare, fare sesso quando ci va, ecc.
  • Ci dicono che dobbiamo: essere buoni, gentili, disponibili, pazienti, rispettosi, generosi, riservati, educati, quieti, stare fermi, obbedire, contenere i nostri desideri ed istinti, ecc.

L’educazione ci condiziona

Inoltre, fin dalla nascita veniamo educati ad essere in un certo modo, che spesso è lontano dalla nostra vera natura. Anche se i genitori hanno le migliori intenzioni, spesso ci trasmettono che non va bene come siamo, o che dovremmo essere diversi. Questo tende a spezzare la connessione con il nostro Sé più autentico, la parte spontanea, istintiva e selvaggia (che percepiamo come sbagliata, perché ai genitori risulta spesso scomoda).
Non c’è da stupirsi, poi, che la maggior parte delle persone abbia serie difficoltà ad accettare se stessi o ad esprimersi liberamente.

Più civiltà = più nevrosi e meno eros

Ovviamente le regole e l’educazione servono al buon funzionamento della società, e tutti ne beneficiamo. Il guaio è che la repressione indotta dalla società ci rende nevrotici (tesi sostenuta, tra gli altri, da Sigmund Freud e Wilhelm Reich).
Inoltre, limitando fortemente la nostra parte animale ed erotica, questa repressione ci rende più poveri e deboli sessualmente. Quindi, un uomo “troppo civilizzato” risulta fortemente ristretto nel suo potenziale erotico, e questo lo rende anche meno attraente: la sua parte animale è stata “addomesticata”, e in quanto tale non ha più quella forza e potenza che eccita le femmine (questo è uno dei motivi per lo scarso successo sentimentale dei cosiddetti “maschi Beta” e dei “bravi ragazzi”).

Il dilemma tra maschio selvaggio e uomo civilizzato

In sintesi, l’uomo moderno si trova a dover scegliere tra rimanere “maschio selvaggio” (o animalesco, o selvatico) oppure diventare “uomo civilizzato”, e nella maggior parte dei casi sceglie la seconda strada (ovviamente questa è una semplificazione). Alcuni tendono invece a conservare il lato “selvaggio”, autonomo e ribelle, e per questo a volte colpiscono l’immaginario e diventano (o ispirano) figure iconiche (come ad esempio Marlon Brando nel film “Il selvaggio”, James Dean, Tyler Durden nel film “Fight Club”, Wolverine nella serie X-Men, ecc.).

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Leggi l’articolo completo sul blog Psicofelicità: “Maschio selvaggio vs uomo civilizzato: quale attrae le donne?”

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