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Accetta ciò che devi, abbandona ciò che puoi

La regola maestra per vivere serenamente.

4 min readFeb 27, 2026

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(Leggi questo post in inglese QUI)

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Fiume che scorre.
Photo by Chris Stenger on Unsplash

“Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza per conoscere la differenza.”

— Reinhold Niebuhr

Non so quante volte abbia sentito questa preghiera, eppure ogni volta ne riconosco la potenza.

Ho esaminato più e più volte i suoi spigoli e le sue incrinature, cercando di trarre il massimo dal suo insegnamento.

È, a parer mio, uno dei consigli più utili per sopravvivere al mondo moderno.

Con il tempo, la vita stessa ti costringe a contemplarne il significato.

Ma partiamo con ordine…

La prima parte introduce un concetto che trovo particolarmente poetico, la “necessità”. Un argomento tanto difficile da intavolare quanto impossibile da ignorare.

Tutto ha il suo momento, la sua esigenza di esistere, altrimenti non esisterebbe. E questo vale per ogni cosa. Non che le cose accadano appositamente per noi, e tuttavia possono rivelarsi utilissime qualora gestite saggiamente.

Vale per tutto ciò che reputiamo positivo, ed accogliamo con gioia, così come per ciò che più temiamo possa accadere.

C‘è un momento in cui qualcosa ci serve, per imparare, per prendere consapevolezza, per insegnarci qualcosa.

E non appena ci si presenta davanti genera dolore, rifiuto, repulsione, genera tormento nella mente e nel cuore.

Questo accade perché non abbiamo sviluppato ancora quella parte di noi che sa riconoscere ed integrare ciò che, benché ci terrorizzi, ci aiuta a crescere.

Spesso sottovalutiamo o ignoriamo completamente quanto, per riconquistare la Pace interiore, sia fondamentale imparare ad integrare le nostre Ombre, senza combatterle e senza rifuggirne l’apparente imponenza, ma piuttosto accogliendole come elementi funzionali e parti integranti di noi stessi, utili fintanto che il loro scopo non viene raggiunto.

Altre volte invece ci impuntiamo con incrollabile determinazione nel voler “buttar giù un muro di cemento”, quando basterebbe invece alzare lo sguardo verso l’orizzonte ed andare oltre.

A volte una nuvola è solo una nuvola, e un muro è solo un muro, un ostacolo. Lì non c’è nulla da integrare, nulla da affrontare interiormente, nessuna Ombra. Oltrepassalo e prosegui il tuo cammino.

Le nostre Ombre ci mostrano noi stessi, una parte di noi che ci ostiniamo a non voler affrontare, ma che sarebbe la chiave per la nostra liberazione.

Quindi, che lo si chiami destino, causalità o volontà divina, il concetto rimane uguale: non puoi sfuggire a te stesso.

Non mi riferisco ad un destino cieco né ad una volontà esterna sulle cui decisioni non abbiamo parola, ma a noi stessi e al potere che abbiamo nel determinare il nostro prossimo passo.

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Noi abbiamo la facoltà di decidere come adattarci alle circostanze o come adattare esse a noi, è una nostra decisione, seppur molte volte inconsapevole.

Ma di fondo c’è sempre e comunque la necessità di accettare la situazione iniziale, per quanto scomoda, per quanto dolorosa o spiacevole; tutto deve essere integrato per poter essere assolto dal bisogno di restare nella nostra vita.

Ma come si integra un’Ombra?

La si riconosce per quello che è: un’Ombra, uno specchio che riflette noi stessi. La parola è fonte di potere, ed ha la facoltà di creare, oppure di determinare identità.

E chiamare le cose con il proprio nome è quanto basta per privarle dell’autorità che esercitano su di noi, ed infine, dissolverle.

Poi arriva il momento in cui quella stessa cosa diventa non più necessaria per la nostra crescita e per il nostro cammino.

Accettare e integrare significa trasformare un peso in un maestro.

Ma quando il suo insegnamento è stato assimilato, quel maestro non ha più ragione di restare. È il momento di lasciare che apra un varco verso una nuova versione di noi stessi.

Quante volte non ci rendiamo neanche conto di trattenere qualcosa?

Una persona, un’emozione, un ricordo, una situazione che non riusciamo o non vogliamo lasciare andare…

E allo stesso tempo, quante volte non riusciamo a vedere quanto qualcosa sia necessario, nonostante non apporti alcun apparente beneficio?

Tutto accade perché ha avuto un motivo per accadere, una causa; e poi resta perché ha un motivo per restare nella nostra vita, fintanto che il suo tempo non sia terminato.

E a volte non abbiamo assolutamente alcun controllo su ciò, ma solo su come viverlo, con quale atteggiamento.

Altre volte potremmo fare qualcosa per smuoverci e cambiare la nostra condizione, ma non vogliamo o non ne abbiamo i mezzi.

Liberarsi significa accogliere il cambiamento.

E tutto parte proprio da lì, dalla nostra capacità di adattarci ai nuovi paradigmi che la vita ci propone.

Cambiare significa accettare la fine di qualcosa che in noi è già morto e prepararsi ad accogliere qualcos'altro che invece vive.

E pertanto cambiare è necessario per rimanere in vita, lasciando andare le parti di noi che non ci servono più per crescere, ed accoglierne di nuove.

E in questo continuo alternarsi di accettazione e distacco, impariamo a vivere con maggiore leggerezza, apertura e libertà interiore.

Impariamo ad essere come un fiume che scorre.

Se anche tu stai vivendo un percorso di introspezione, e leggendo le mie parole rivedi parte di te stesso, raccontamelo nei commenti.

Sarò contento di leggerti :)

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Crossing the Threshold
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Written by Crossing the Threshold

In Silence alone, in the utter incapacity to say anything, the most profound truths are to be found.